Come cambierà il modo di pensare e di fare la musica elettronica con le interfacce come il reactable?
Queste interfacce rappresentano non solo degli innovativi strumenti musicali, ma anche delle istallazioni artistiche interattive. Il pubblico diventa protagonista della performance musicale, non solo spettatore; ma la performance è costruita in modo casuale: ognuno può muovere gli oggetti sul tavolo come vuole, affascinato dagli effetti visivi che vengono proiettati sul tavolo, dando origine ad una sequenza di suoni e rumori che poco hanno a che fare con un brano musicale!
Diversa è la situazione se a manovrare lo strumento sono gli artisti, con un preciso disegno musicale in mente: per la prima volta essi possono realizzare un contatto fisico e visivo con il suono, manipolarlo direttamente ed avere un feedback visivo immediato. Uno dei “problemi” della musica elettronica è la monotonia e la ripetitività, dovuta al fatto che è costituita da loops precostituiti che si alternano e si sovrappongono; con il reactable invece è possibile avere sottomano un gran numero di parametri, associati a tali loop da variare in tempo reale, rendendo la performance sempre nuova e mai ripetitiva. Il fatto che lo strumento sia coperativo, ovvero che più interpreti possano utilizzare il tavolo contemporaneamente, rende ancora più numerose le possibilità di continuo mutamento dei parametri in tempo reale.

Ad esempio potremo utilizzare un loop precostituito, ma aggiungere effetti come un riverbero, un delay o addirittura effetti che rimescolano i “pezzi” (detti campioni o  slices) all’interno del loop; tutti questi parametri potranno essere combinati e variati in tempo reale, con possibilità infinite, molto diverse da ciò che si avrebbe con un solo computer o con dei controller midi…il controllo è molto più intuitivo e immediato, e favorisce combinazioni inedite ed innovative!! In seguito cercherò anche di descrivere come è possibile applicare tali possibilità alla sintesi del suono.